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Matteo Nigris 5^G
Matteo De Cecco 5^G
 
Come si sta evolvendo il panorama musicale del nostro decennio? Negli ultimi anni si stanno sviluppando due correnti in netta contrapposizione: se da un lato il mercato discografico e l'opinione comune stanno ripiegando su posizioni sempre più reazionarie (svalutazione del digitale a favore dell'analogico, le critiche mosse alla "loudness war" - ovvero la tendenza ad aumentare i volumi della musica per renderla più attraente al pubblico -, il ritorno al vinile, il cui suono è ritenuto più "autentico", revivalismi di qualsiasi tipo), dall'altro alcuni artisti, una piccola parte della critica e del pubblico hanno la mente completamente proiettata nel futuro. Ovviamente è quest’ultimo movimento a interessarci e di cui andremo a parlare, in quanto ci sembra quello più promettente per la creazione di qualcosa di finalmente nuovo.

Questo non è che la naturale prosecuzione della tendenza al progresso che ha caratterizzato tutta la musica del XX secolo: la costante ricerca del nuovo, della sorpresa che lasci il pubblico a bocca aperta.
E dunque, futuro. Ma di che futuro si tratta? La risposta non è univoca, non trattandosi di un vero e proprio movimento ma piuttosto di una categoria (creata a posteriori) di artisti con alcune caratteristiche di fondo comuni. Il panorama che viene prospettato può di volta in volta attingere all'estetica cyber-punk à la Blade Runner come dal tradizionale distopismo orwelliano, ma anche dalle pubblicità più futuribili della televisione americana-giapponese degli anni '80 e '90. Per comodità distingueremo questo guazzabuglio in due macro-categorie o correnti, quella “escapista” e quella “distopica”.

La prima categoria relativamente minore (cui accenniamo principalmente per chiarire alcune scelte stilistiche dei distopici), la cui estetica si basa principalmente su idee archetipe di paradisi tropicali, antiche civiltà e viaggi extra-corporali. Ci limitiamo a fornire qualche ascolto consigliato per i più curiosi: Ancient Romans di Sun Araw, Hypnautic Rinse degli Afterlife e ...On Seafaring Isolation di Dolphins Into The Future).
La seconda corrente è la più importante e raccoglie tutti gli artisti che fanno del loro punto di forza le tematiche relative alla tecnologia e al degenerare dell'uso di essa, indagando anche il rapporto tra l'uomo e i media (dalla tv a Facebook).

Effettuata questa distinzione andiamo a fornire una cronologia che percorre le tappe più importanti di questo fenomeno, con un breve commento dei dischi menzionati.

Nel 2010 Daniel Lopatin pubblica sotto lo pseudonimo Chuck Person il disco
Chuck Person's Ecoojams Vol. 1 , ritenuto dai più il punto di inizio del genere noto come Vaporwave. Iniziano a diffondersi in rete artisti minori che ne riciclano le idee e l'estetica, ampliando il repertorio di immagini associate alla musica (un elemento importante, trattandosi di un fenomeno sviluppatosi nei confini del web),che consiste principalmente in loops estratti da canzoni datate e pubblicità, rallentati e saturati di riverbero, puntando tutto sull’effetto nostalgia. Una premessa decisamente poco interessante. Tra questi spicca Macintosh Plus che nel 2011 pubblica il suo unico album Floral Shoppe: questo diventa un fenomeno virale su internet e determina il primo picco di popolarità del genere. Nello stesso anno James Ferraro pubblica Far Side Virtual (una sorta di raccolta di suoneria per cellulare), che non critica il sistema capitalista dall'esterno, ma ne diventa piuttosto parte. Sempre nel 2011 viene pubblicata una collaborazione tra Lopatin e lo stesso Ferraro, con la partecipazione della cantante "pop-decostruzionista" Laurel Halo, FRKWYS vol. 7.
Nel 2012 il sito Dummy Mag pubblica un articolo titolato "Comment: Vaporwave and the pop-art of the virtual plaza", una sorta di manifesto del genere che ne getta le basi ideologiche ed estetiche. La musica viene associata all'idea di accelerazionismo, una corrente di pensiero che sostiene l'impossibilità di opporsi all'avanzata del capitalismo e incoraggia pertanto l’esasperazione di esso fino alla dissoluzione del sistema stesso. Nello stesso anno James Ferraro si esibisce al Primavera Sound 2012, presentando quella che si potrebbe definire la perfetta sintesi tra il distopismo e l'escapismo prima menzionati.
Nel 2013 il genere cala di popolarità ed entrano in scena personaggi marginalmente correlati al genere, che però faranno aumentare esponenzialmente la sua diffusione: Yung Lean e i Death Grips. Il primo pubblica il suo mixtape
Unknown Death 2002, niente di più che un mediocrissimo trap-rap con vari riferimenti alla pop-culture tanto cara all'immaginario Vaporwave, espliciti sia nei testi che nei video. I decisamente più validi Death Grips, invece, già attivi da anni, diventano ufficialmente parte di questo immaginario collettivo in modo virale dopo la pubblicazione di Government Plates. Non stupisce che la loro musica, spesso associata all'alienazione e ai lati più pericolosi dell'internet (il deep web), abbia trovato questo tipo di riscontro. Sopra a tutti spicca Oneohtrix Point Never (ennesimo pseudonimo di Lopatin) che con il miracoloso "R Plus Seven" stabilisce finalmente uno standard qualitativo elevato e crea il primo capolavoro legato al movimento.
Nel 2014 su Facebook cominciano a diventare popolari numerose pagine che condividono immagini "Vaporwave" e simili. Si assiste a una rinascita del genere, grazie anche alla proposta musicale della nuova etichetta di punta del genere, la Dream Catalogue. Cominciano ad apparire le prime serie contaminazioni di questo immaginario post-moderno in altri genere musicali, in particolare il pop. FKA Twigs pubblica infatti il suo debutto
LP 1, grande sensazione del pop contemporaneo dai meriti discutibili. L'artista si avvale di una produzione decisamente alla moda, attingendo a piene mani dalle ultime tendenze della musica elettronica. Abile la sua campagna di marketing che punta palesemente al successo sul web, tramite la pubblicazione di video artisticamente “impegnati”, intenzione resa ulteriormente esplicita con la recente pubblicazione dell' EP M3LL15X, disponibile in streaming su Youtube accompagnato da un video che ne copre l'intera durata. Altro personaggio interessante è QT, una pop star fittizia ideata da Hayden Dunham, che fa da testimonial per una bevanda omonima.
Sempre sull'onda di questo tipo di pop Holly Herndon ha pubblicato quest'anno
Platform, disco caratterizzato dall'impiego massiccio di glitch e manipolazioni vocali, che conferiscono al disco un'atmosfera sicuramente particolare e "moderna". Di recente pubblicazione è anche Garden Of Delete, nuovo album di Oneohtrix Point Never, che pur non essendo all'altezza del predecessore rimane sicuramente un disco visionario e meritevole.
Affrontato l'aspetto più tecnico della questione, andiamo a concludere con le questioni che questa musica apre.

Da un certo punto di vista il concetto di fondo di questa musica è veramente affascinante. Si tratta infatti di una delle prime manifestazioni della cultura di internet. È musica nata su internet, per internet. La musica strumentale non è musica di un generico stato d'animo, ma quella che nasce dalle sensazioni provate sul web, nel bene e nel male. Isolamento, alienazione, accesso diretto a una quantità troppo vasta di informazioni e spazi virtuali dalle potenzialità infinite.

La questione principale tuttavia è quella relativa all'effettiva qualità di questa musica. Volendo usare un sistema di valutazione che si basa su parametri tradizionali (complessità, struttura, esecuzione), potremmo affermare senza esitazione che questi artisti nella maggior parte dei casi non valgono niente. Nel filone “distopico” le composizioni sono spesso dozzinali, monotone, prive di guizzi creativi e quasi tutto il filone “escapista” ricicla stereotipi della musica New-age senza apportare contributi significativi. Ma il vero problema si pone quando si parla di figure come QT, che pretendono di rendere avanguardistico e intellettuale quello che è il ramo della musica diametralmente opposto, ovvero la musica commerciale nata col solo fine di essere piazzata sul mercato. Come si può considerare canzoni che rasentano i livelli del peggior pop da classifica operazioni concettuali di alto livello?Il quesito è analogo a quello lasciato aperto da Marcel Duchamp, prima, e da Andy Warhol poi: Si possono considerare arte degli oggetti qualsiasi sui quali l'intervento dell'artista è limitato al semplice esporli in una galleria? La questione diventa di tipo eminentemente filosofico e non pretendiamo certo di dare una risposta con le nostre sommarie conoscenze in materia.
Questa è musica fatta per essere discussa piuttosto che ascoltata. È un attentato al concetto di "bella musica", è la nobilitazione di ciò che é ritenuto volgare. Ne consegue la dissoluzione di qualsiasi metro di giudizio, codice e valore e quindi la svalutazione dell'arte stessa. Un'operazione senza dubbio affascinante ma che lascia enormi problemi di tipo pratico. Come si possa uscire da questo impasse è infatti una questione non facile. Bisogna attendere una qualche operazione di restaurazione dei valori distrutti? Oppure sperare che una grande mente riesca a scoprire un nuovo colore, una soluzione invisibile a tutti gli altri?

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