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Alice Mizzau: il nuoto nelle vene

Intervista ad Alice Mizzau

Scuola, casa, palestra. Questi sono i luoghi che negli ultimi anni hanno fatto da sfondo alla vita di Alice Mizzau, atleta della nazionale italiana di nuoto.
I sacrifici per questa giovane promessa del nuoto non sono mai mancati, né da parte sua e nemmeno da parte di tutti coloro che l'hanno sempre accompagnata e sostenuta in questo suo importante sogno di vita, prima fra tutti l’amata mamma Ida.
Tutte le fatiche fatte l'hanno portata alle più alte vette, fino a gareggiare assieme alle sue compagne Federica Pellegrini, Alice Nesti e Diletta Carli nella staffetta 4x100 alle scorse Olimpiadi di Londra.
Gareggiare come portabandiera della nazionale del proprio paese alle Olimpiadi, è il sogno di una vita, e avere la possibilità a soli 22 anni di ripetere questa esperienza, sembra pazzesco anche solo da immaginare.
Ma la friulana Alice, agli Open Spagnoli svoltisi a Malaga questo Aprile, ottenendo l’argento ai 200 stile libero, ha ricevuto il tanto ambito pass per le Olimpiadi di Rio del 2016 grazie ad un tempo di 1'58"52, un risultato al di sotto di quello stabilito dalla Federazione Internazionale.
E non é finita qui: la nuotatrice di Beano ha superato ogni pronostico, vincendo ai recenti campionati assoluti primaverili di Riccione, l’argento nei 100 sl e l’oro nei 400 sl e nei 200 sl con un nuovo personale, guadagnandosi per diritto, l’accesso ai mondiali di Kazan.
Ragazza giovane, con così tanta esperienza da far invidia a persone molto più grandi di lei, ma allo stesso tempo con un'enorme voglia di migliorarsi e di allenarsi sotto la guida del suo tecnico sportivo Max di Mito, in una palestra nei pressi di San Marino.
Per il nostro giornale ha accettato di rilasciare un'intervista, anche in qualità di ex alunna del nostro Liceo.

Alice, a quale età hai capito che era il nuoto quello che sognavi di fare nella vita?

Faccio nuoto da quando avevo due anni, l'ho sempre praticato con piacere e divertimento. A sette/otto anni ho provato ad affiancare anche altri sport come la danza, ma non mi appassionavano come il nuoto. Fin da subito ciò che più mi piaceva di questo sport era la competizione sia in allenamento che in gara.

Sei originaria di Beano di Codroipo. Pensi che provenire da un piccolo paesino friulano ti abbia portato ad incontrare più difficoltà ad affermarti come atleta di alto livello?

Sono orgogliosa delle mie origini, ancora di più del mio piccolo grande Beano, molti pensano che provenire da una realtà così piccola possa essere un problema, invece, per esperienza, dico che è stato uno dei miei punti di forza, perché sono abituata agli spostamenti, alle sveglie presto, ma soprattutto all'umiltà, al lavoro, e all'amore che sento dai miei compaesani, la mia seconda famiglia.

Chi o cosa ti ha spinto a dedicare anima e corpo in questo sport, tanto da farne il tuo lavoro?

I miei genitori mi hanno sempre insegnato che, qualsiasi cosa io faccia, devo farla al meglio delle mie possibilità e capacità. Inizialmente era solo un divertimento, con il tempo e con i risultati ho deciso di prendermi le mie responsabilità e di dedicarmi al nuoto a 360 gradi sacrificando molte cose.

Da poco è venuta a mancare tua madre. Quanto è stato importante il suo sostegno nella tua carriera sportiva?

Mia mamma è stata ed è la mia prima sostenitrice, questo percorso non lo sento solo mio, ma nostro, un esempio di forza, di determinazione. I nostri allenamenti delle 6 del mattino prima di scuola sono i ricordi più belli della mia carriera sportiva. Se sono qui ora lo devo a mia mamma e mio papà, a mia sorella, ai miei nonni e anche a me

Qual è stato il momento, se c'è stato, in cui hai pensato "sono arrivata" o "ce l'ho fatta"?

Mi è capitato di pensare "ce l'ho fatta" nelle batterie della staffetta 4x200 stile a Londra alle Olimpiadi, quando, anche se in ritardo, ho ottenuto il limite per la gara individuale e sono scesa sotto l'1.58 facendo 1.57.98.

C’è stato invece un momento in cui hai pensato di non farcela?

Durante la fatica, quando ti alleni otto ore al giorno e la tua gara dura solamente due minuti, ti capita spesso di pensare di mollare, di non farcela, ma bisogna stringere i denti, bisogna guardarsi dentro e capire ciò che veramente vogliamo da noi stessi, me lo ha insegnato la mia mamma. 

Che emozioni si provano a far parte della nazionale italiana di nuoto, specialmente in occasioni importanti come le Olimpiadi di Londra del 2012?

Indossare i colori del proprio paese è un orgoglio per tutti, per me il sogno fin da quando ero piccola, poter essere io a rappresentare l'Italia nel mondo. Ancora oggi quando faccio gare con la nazionale sono emozionata, anche quando viaggiando uso valigie o vestiti dell'Italia mi fa un certo effetto. Dopo tanti pianti e sacrifici, il mio primo sogno lo avevo raggiunto! L'obbiettivo principale sono le Olimpiadi di Rio 2016, i mondiali di Kazan e i campionati italiani a Riccione.

C'è un rito scaramantico che fai prima di entrare in acqua per scaricare la tensione?

Direi che sono abbastanza scaramantica, soprattutto nell'avvicinamento alle gare, però i riti che ho prima di una competizione cambiano anche a seconda della piscina, per sentirmi più a mio agio, sono comunque piccoli gesti, toccare il costume, gli occhialini, il blocco.

Il nuoto è certamente la tua passione più grande, ma quando non ti alleni, quali sono le attività a cui ti dedichi?

Quando non nuoto mi fa bene staccare del tutto, mi dedico alla lettura per rilassarmi, poi nell'ultimo periodo mi sono data alla cucina.

Per tutti coloro che come te hanno il nuoto nel cuore e che vorrebbero farlo diventare il loro lavoro, che cosa consiglieresti?

Il mio primo consiglio è quello di divertirsi! Bisogna amare sempre ciò che si fa e farlo con piacere, anche perché così poi i sacrifici, le rinunce, la tenacia e la determinazione, arrivano di conseguenza.

Fai anche parte delle Fiamme Gialle; come descriveresti questo tuo impiego?

Faccio parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, che da ormai oltre tre anni mi sostengono e mi aiutano a dare il meglio nel nuoto e non solo. Orgogliosa di fare parte di questa famiglia e di poterne essere una portacolori nell'Italia e nel mondo.

Greta De Sabbata 4^F

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